La malizia di suor Luana - secondo episodio
Mentre uscivamo dall'acqua vidi che suor Luana era in piedi sul bagnasciuga qualche metro più in là, sorvegliando i ragazzi che facevano il bagno, allora decisi di provocarla un po' e camminai nella sua direzione, sfoggiando il mio cazzo in semi erezione, ben visibile sotto il costume, tenendo Chiara per mano, che aveva il volto mezzo sconvolto e le chiappe rosse con i segni delle mie mani. Suor Luana mi guardò con aria severa e io le sorrisi con aria di sfida, cosa di cui ovviamente Chiara non si accorse. Dissi alla mia amica per provocarla "E dai sistemati il costume che c'hai il culo di fuori, se ti vede la suora ti prende a schiaffi!", il che non la imbarazzò minimamente, tanto che mi rispose qualcosa tipo "che hai sei geloso? Guarda che mi metto anche in topless sai?" "Capirai, con quelle tettine, chi vuoi che si scandalizzi?", e a quella frecciata giustamente mi diede dello stronzo.
Poi non accadde niente di eccitante fino al pomeriggio, quando subito dopo pranzo Chiara mi invitò a fare una passeggiata nella pineta. Era l'ora solitamente destinata al riposo, e in giro non c'era quasi nessuno, visto anche il caldo infernale. Noi comunque giravamo tranquilli lungo un sentiero all'ombra dei pini marittimi e della vegetazione mediterranea, in costume e ciabatte, fra battute scherzose e intense slinguazzate. Sostammo un poco vicino ad una duna che dava su un tratto di pineta più basso, a livello della spiaggia, un posto abbastanza romantico e pieno di profumi che ci eccitò moltissimo, tanto che iniziammo a limonare e a toccarci ossessivamente, come due bisce avvinghiate. Le tolsi il top e le iniziai a succhiare le piccole ma sode tette, mentre lei godeva gemendo senza paura di essere sentita. Intanto le infilai una mano negli slip e le sfregavo con forza la patata, che cominciò a riempirsi di umori. Poi lentamente mi abbassai e, sfilategli gli slip fino alle caviglie iniziai a salire con la lingua, prima leccandole le cosce, lisce e abbronzate, sempre più vicino all'inguine, e infine tuffandomi in quella passera in fiore che non desiderava altro. Piccola, rasata e molto chiusa, era tutt'altro rispetto alla figa di suor Luana, matura e imponente, che avevo ancora in mente dalla sera prima! Sentii nel frattempo che il pisello mi era diventato duro come un bastone, e chiedeva di partecipare ai giochi anche lui, così mi alzai e glielo appoggiai sotto il culo, al che lei strinse le cosce e se lo strofinava per bene, ansimando e dicendomi un po' di porcate "Guarda come me lo cavalco!" "Lo voglio tutto per me, mm bello grosso, mm cazzo!" Io le leccavo il viso e le stringevo le chiappe "Che puttanella che sei, ti piace il mio pisello eh? Ho voglia di godere con te, dai Chiara facciamolo, che ne dici?" Lei si agitò un attimo e mi disse "Mm, sì ma non adesso, voglio aspettare ancora, voglio rimanere ancora un po'..." "vergine?" "Sì dai, lascia stare, però avrei proprio voglia di scopare, come una puttana..." Io gliela buttai lì "Ma sai che c'è anche il sesso anale? Con quello rimani vergine!" E lei "Sì, ma cosa dici, quello non si fa..." "E perchè no, io l'ho provato sai? E ti assicuro che vale la pena!" Lei rimase allibita "Che cosa? L'hai fatto? E con chi? Ti sei fatto una mettendoglielo..." "Dai, non fare la puritana, ti garantisco che le è piaciuto un sacco" "Ma era una della nostra età?" "Solo un po' più grande, e comunque per lei non era la prima volta. Prima l'abbiamo fatto "normale", poi mi ha chiesto - dai, adesso sono calda, mettimelo nel culo ti prego!" "ma stai scherzando? che puttana!" Io risi e intuii che ci stava pensando seriamente. Le accarezzai il viso e le dissi "Dai, adesso voglio che me lo succhi un po'!" e lei si tuffò di gusto con la bocca sopra il mio cazzo, iniziando a leccarlo e a succhiarlo. Se la cavava abbastanza bene, in più cercava di assumere delle espressioni da troia che forse aveva visto in qualche film, per farmi eccitare di più, ed infatti ad un certo punto non riuscii a trattenere uno schizzo di sperma che la centrò in pieno viso. Lei non cercò neanche di pulirsi, sorrise leccandosi le labbra e me lo segò ancora un po', facendo uscire un altro schizzo che le innaffiò le tette e il collo. A quel punto glielo ficcai di nuovo in bocca e me lo feci succhiare tenendola con una mano per i capelli, con lei che mugolava tutta insozzata di sborra e si palpava le tette con le mani. Finchè, ancora senza venire, le tolsi il pisello di bocca e la sollevai in piedi. Lei mi guardò con un'espressione da gran vacca, si girò e si diede una pacca sul sedere mettendolo bene in mostra. Mentre io la osservavo incredulo però, iniziò a correre lasciandomi lì come un fesso. La vidi scappare lungo il sentiero e nascondersi dietro ad un albero, che bel gioco pensai! Così iniziai ad inseguirla. Ad un certo punto la vidi spuntare da dietro un pino marittimo e, con un gesto osceno, alzare la coscia strofinandola sul tronco dell'albero, come a mimare un atto sessuale. Poi scappò di nuovo ridendo, mentre io le correvo dietro. La vegetazione però era parecchio fitta e in breve la persi di vista. Improvvisamente, mentre avanzavo lungo il sentiero, sul ciglio di una duna ricoperta di arbusti, mi trovai davanti suor Luana. Veniva verso di me e indossava una veste bianca molto leggera. Mi arrestai di colpo, un po' spaventato, e quella vedendomi, con uno sguardo serissimo mi disse: "Lo sapevo che c'eri tu dietro a questa storia, vergognoso! Cos'hai fatto a quella povera ragazza? L'ho vista correre mezza nuda, tutta insozzata di..." ora sembrava veramente infuriata, evidentemente aveva incrociato Chiara che scappava sghignazzando, con le tette fuori e ancora sporca di sborra. Cazzo, pensai, la suora ci ha sgamato. Ma mi venne ancora più duro, pensando che era suor Luana, quella vacca ipocrita a cui piaceva tanto prenderlo in culo! Cercai di scansarla "Mi lasci stare, voglio stare con Chiara, abbiamo voglia di fare sesso in pace!" A quelle parole si infuriò ancora di più e mi si gettò addosso col suo corpo tentando di bloccarmi con tutte le sue forze, mentre io cercavo di divincolarmi. Sentivo che cercava in realtà di toccarmi, avvinghiando le sue cosce possenti attorno alle mie e tastando ogni angolo del mio corpo con le sue mani, dicendomi le sue solite ipocrisie "Sei di nuovo caduto preda del demonio, non ti è bastata la lezione di ieri, ora vuoi corrompere una povera ragazza innocente, ma ti sistemo io, schifoso!" e intanto si strofinava la passera sul mio cazzo, che spingeva da sotto il costume con tutta la sua potenza, e mi palpava avidamente il sedere. Finchè cademmo a terra tutti e due e scivolammo insieme giù per la duna di sabbia in cima alla quale ci trovavamo, rotolando fra i rami e gli arbusti. Mi alzai un po' confuso, sentivo male dappertutto, inoltre avevo il corpo tutto graffiato. Guardai verso suor Luana e la trovai mezza nuda, con la veste strappata che le lasciava completamente scoperte le gambe. Le si era impigliata su un cespuglio e ora era vestita praticamente con dei brandelli di tessuto. Aveva strappi anche sulla vita e sulle braccia, mentre sulla testa il velo le era rimasto ancora ben fasciato. Si guardò disperata "Oddio che disastro, guarda come mi sono ridotta, questa è opera del demonio!" Al vedere quella scena mi eccitai un sacco, oltretutto quella zoccola teneva le gambe aperte, facendomi vedere le mutandine bianche sulle quali mi fiondai in un baleno: in un attimo gliele sfilai e mi gettai sulla sua figa bollente, di cui avevo già nostalgia dalla sera prima. Eccola che spuntava fuori di nuovo, pelosa, bagnata e con quelle belle labbra rosse tutte da succhiare. Mentre gliela mangiavo, quella gridava eccitata "Sì, sfogati pure su di me, lascia in pace quella poveretta! sono io la tua sgualdrina!" Cazzo, pensai, mi aveva fatto perdere quell'occasione pazzesca con Chiara, le avrei dato una lezione memorabile a quella zoccola gelosa di suor Luana. Io ero infoiato da paura, le leccai le cosce, poi le afferrari quello che rimaneva della sua veste e la strappai scoprendole le tette, che balzarono fuori con i loro capezzoli turgidi. Mi sembravano ancora più grosse della sera prima, due tette da vera bagascia, gliele palpai e ciucciai per bene, poi le salii con la lingua lungo il collo e cominciai a limonarla. La volevo tutta, quella troia, e lei voleva me. Mentre limonavamo, le infilai un dito nella figa, e non disse niente "strano", pensai "non si scandalizza?" così provai con due, al che cominciò un po' a mugolare. Le infilai tre dita e gliela stantuffai di brutto, e finalmente sbottò urlando "Fermo, smettila, che fai? Mi stai violando, oddio sono stuprata! Che vergogna, fermati bastardo!" Ma la sua ipocrisia mi faceva eccitare ancora di più "Taci, ieri comandavi tu, oggi voglio decidere io, e ho voglia di fotterti!" Presi in mano il mio cazzone e lo sbattei dentro la figa fradicia di suor Luana, che lo risucchiò dentro di sè con voracità inaudita. Iniziai così a scoparmela di gusto, dandole dei colpi sempre più vigorosi, e continuando a leccarle le tette e la faccia. Lei fingeva di essere in preda alla disperazione, mentre in realtà stava godendo come un'ossessa, e il suo bacino accompagnava i movimenti del mio in perfetta sintonia. Volevo quasi venirle dentro, ma evitai di fare questa cazzata, anche perchè volevo divertirmi ancora un po'. Di colpo mi arrestai, la presi per i fianchi e la girai sull'altro lato, pancia a terra, al che lei finì con il viso sulla sabbia. Quella vacca sollevò la testa sputando sabbia e, mostrandomi bene il suo culo voglioso mi disse "ti prego, mettimelo lì!" Ma io glielo infilai di nuovo nella passera e continuai a trombarmela in quella posizione, mettendogli in più un dito nel culo. Lei muoveva il bacino proprio come una vera zoccola, e in breve sentii che non potevo più trattenermi, così lo tirai fuori e le iniziai a venire sulle chiappe e sulla schiena. Suor Luana, accortasi, si girò di scatto, lei che non tollerava che il seme andasse disperso! e si beccò una schizzata in piena faccia e sulle tette. Si gettò sul mio uccello, con la sborra che le colava dalle guance, per succhiarlo e pulirlo bene. Poi, sfinito, la spinsi via e cadde a terra. Era proprio in brutte condizioni, come avrebbe potuto presentarsi in colonia? Sudata e ricoperta di sabbia e sperma, con la veste a brandelli e la figa ancora aperta che pulsava in modo osceno. La guardai e le dissi sorridendo "E adesso? cosa farà, dirà che l'hanno violentata?" Lei tutavia non sembrava affatto preoccupata, e sembrava ancora godersi la soddisfazione della scopata. MI disse con la sua solita ipocrisia "Tu mi hai violentato, demonio! ora sono ricoperta di vergogna! Maledetto!" In quel momento mi venne voglia di pisciare, e la feci lì, spostandomi appena. Notai che lei mi fissava mentre pisciavo, con lo stesso sguardo voglioso, così una volta finito, mi avvicinai col pisello ancora gocciolante e mezzo duro, e glielo sbattei in faccia ridendo. Lei me lo succhiò di nuovo avidamente, leccandomi anche le palle, continuando ad insultarmi "maledetto, bastardo! hai violato il mio sesso, mi hai svergognata!". A quel punto me ne andai lasciandola da sola, e corsi a farmi un bagno in mare.
P.S. a breve la continuazione della storia! Sono ben accetti i commenti!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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